Casa, diritti e comunità: il ciclo di masterclass sull’housing promosso nell’ambito di GROWTH
Nell’ambito del progetto europeo GROWTH si è svolto il ciclo di masterclass online “Casa, Diritti, Comunità – Nuove prospettive per un abitare inclusivo”, un percorso formativo dedicato al diritto all’abitare per migranti, rifugiati e richiedenti asilo.
L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra tre progetti finanziati dalla Commissione Europea attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione — AMIF: RISE, H e GROWTH, le cui attività in Italia sono coordinate rispettivamente da OIM Italia, Cooperativa Sociale Il Sestante e Associazione Consorzio Communitas ETS.
Il ciclo ha coinvolto professionisti, enti locali, organizzazioni, ricercatori, volontari e persone impegnate nei percorsi di accoglienza e inclusione, con l’obiettivo di rafforzare competenze, condividere strumenti di lettura e promuovere una riflessione comune sulle sfide abitative che attraversano oggi l’Italia e l’Europa.
L’abitare come condizione essenziale per l’inclusione
Negli ultimi anni, l’accesso alla casa è diventato uno dei nodi più complessi nei percorsi di integrazione. Per migranti, rifugiati e richiedenti asilo, la possibilità di vivere in un alloggio sicuro, stabile e dignitoso non rappresenta soltanto un bisogno materiale, ma una condizione fondamentale per costruire autonomia, relazioni, appartenenza e partecipazione alla vita delle comunità.
Le masterclass hanno affrontato il tema dell’housing da prospettive diverse e complementari: il diritto alla casa come diritto umano, la crisi abitativa nel Sud Europa, il rapporto tra community sponsorship e mercato immobiliare, fino ai modelli alternativi come i Community Land Trust e l’housing cooperativo.
Il percorso ha permesso di mettere in evidenza un messaggio centrale: la casa non può essere considerata una questione separata dalle politiche di inclusione, dalle dinamiche migratorie e dalle trasformazioni sociali ed economiche dei territori.
Quattro incontri per leggere la crisi abitativa e immaginare nuove risposte
Il primo appuntamento, con Leilani Farha, avvocata canadese, già Relatrice Speciale ONU sul diritto a un alloggio adeguato e fondatrice di The Shift, ha posto al centro il diritto all’abitare come obbligo legale e come fondamento della dignità umana. L’incontro ha sottolineato come la crisi abitativa, la crisi migratoria e la crisi climatica siano fenomeni interdipendenti, che richiedono risposte strutturali e non soltanto emergenziali.
Il secondo incontro, con Simone Tulumello, geografo e docente presso l’Università di Lisbona, ha approfondito le caratteristiche dei regimi abitativi del Sud Europa, evidenziando criticità storiche e nuovi fattori di esclusione legati alla finanziarizzazione dell’abitare, alla crescita degli affitti e alla scarsità di alloggi accessibili.
La terza masterclass, con Stefano Portelli, ricercatore e antropologo urbano presso UNED Madrid, ha proposto una riflessione critica sulla community sponsorship e sulle pratiche di abitare comunitario rivolte a migranti e rifugiati. Pur riconoscendo il valore delle esperienze locali e della società civile, l’incontro ha evidenziato i limiti strutturali che queste pratiche incontrano quando si confrontano con un mercato immobiliare sempre più selettivo, costoso e discriminatorio.
Il quarto e ultimo appuntamento, con Daniel Fitzpatrick, urbanista presso University College London, ha aperto una riflessione sui modelli alternativi al mercato, in particolare sui Community Land Trust e sull’housing cooperativo. La sessione ha messo in luce il potenziale di queste esperienze nel promuovere forme di abitare più inclusive, partecipative e non speculative, sottolineando però la necessità di politiche pubbliche capaci di sostenerle e ampliarne l’impatto.
Dal lavoro locale a una visione più integrata delle politiche abitative
Il ciclo di masterclass ha confermato l’importanza di costruire spazi di confronto tra progetti, organizzazioni e istituzioni che operano sui temi dell’accoglienza, dell’inclusione e dell’abitare.
Attraverso la collaborazione tra RISE, H e GROWTH, il percorso ha contribuito a rafforzare una visione condivisa: l’accesso alla casa non può essere affrontato solo attraverso risposte individuali o temporanee, ma richiede alleanze più ampie, strumenti pubblici adeguati e una maggiore integrazione tra politiche abitative, politiche migratorie e azione comunitaria.
Per GROWTH, questo lavoro rappresenta un tassello importante nella costruzione di comunità più preparate, consapevoli e capaci di accompagnare percorsi di inclusione sostenibili nel tempo. La community sponsorship può infatti esprimere pienamente il proprio valore solo se inserita in un ecosistema territoriale in grado di riconoscere la casa come diritto, infrastruttura sociale e condizione concreta di partecipazione.


