Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: l’accoglienza si costruisce nelle comunità
In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che ricorre il 27 settembre, GROWTH sceglie di partire dalle esperienze maturate nei territori per riflettere sul ruolo che cittadini e comunità possono assumere nei percorsi di accoglienza e autonomia.
Dal 2016 a oggi, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII ha preparato e seguito l’accoglienza di 250 persone siriane arrivate dal Libano, attraverso una rete di circa 47 gruppi di accoglienza distribuiti in 10 regioni italiane.
Una rete che, negli ultimi quattro anni, è diventata un vero e proprio laboratorio territoriale, attraverso incontri, scambi di buone pratiche e momenti di confronto anche sulle difficoltà incontrate durante i percorsi di accoglienza.
A questa esperienza si affianca quella maturata attraverso Mediterranean Hope, Programma Rifugiati e Migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia – FCEI: dal 2016 a oggi, attraverso i Corridoi Umanitari seguiti dal programma, 1.988 persone sono state accolte in 16 regioni italiane.
Dall’accoglienza nei territori all’autonomia
L’esperienza di Comunità Papa Giovanni XXIII, partner italiano di GROWTH, mostra come i gruppi di accoglienza possano diventare uno strumento concreto per costruire percorsi capaci di andare oltre una dimensione esclusivamente assistenziale.
Al centro c’è la relazione tra chi accoglie e chi viene accolto. Una relazione che si costruisce nel tempo e che contribuisce ad ampliare la rete sociale della persona, mettendola in contatto con il territorio, i servizi e le competenze di cui può avere bisogno.
L’obiettivo è infatti favorire una progressiva autonomia: accompagnare significa anche creare le condizioni perché la persona possa assumere sempre maggiore responsabilità nella gestione della propria quotidianità. L’accoglienza diventa così un percorso che coinvolge entrambe le parti e che si costruisce insieme nel tempo.
Anche l’esperienza di Mediterranean Hope – FCEI, soggetto attuatore del progetto GROWTH, restituisce una dimensione fortemente territoriale. Le 1.988 persone accolte attraverso i Corridoi Umanitari sono distribuite in 16 regioni, dal Piemonte alla Sicilia, dalla Lombardia alla Calabria, coinvolgendo anche territori lontani dai grandi centri urbani.
I Corridoi Umanitari e la Community Sponsorship sono strumenti distinti e non sovrapponibili. Le esperienze maturate attraverso i Corridoi rappresentano però un patrimonio importante per comprendere quanto il coinvolgimento delle comunità possa incidere sui percorsi successivi all’arrivo.
Dalla solidarietà spontanea a un modello strutturato
È proprio dall’osservazione della capacità delle comunità di mobilitarsi spontaneamente di fronte a situazioni di emergenza che prende forma una delle domande alla base di GROWTH.
Negli ultimi anni cittadini, famiglie, associazioni e comunità locali hanno dimostrato di poter attivare rapidamente forme molto concrete di solidarietà, mettendo a disposizione abitazioni, tempo, competenze, relazioni e sostegno nella vita quotidiana.
Ma come si può trasformare questa capacità di mobilitazione in una partecipazione organizzata, consapevole e sostenibile nel tempo?
GROWTH parte anche da questa domanda. L’obiettivo è comprendere quali condizioni favoriscano l’attivazione delle persone e delle comunità e, a partire dalle evidenze raccolte, sviluppare una metodologia capace di rafforzare, ampliare e rendere più accessibili i programmi di Community Sponsorship, anche in territori e contesti differenti.
In Italia il progetto è coordinato da Associazione Consorzio Communitas ETS, con Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII tra i partner. Mediterranean Hope – FCEI contribuisce alle attività in qualità di soggetto attuatore, mentre International Rescue Committee Italia supporta le attività di diffusione e sensibilizzazione.
Cosa permette a una comunità di attivarsi?
La ricerca condotta nell’ambito di GROWTH ha coinvolto gruppi con esperienze e sensibilità differenti per comprendere motivazioni, aspettative, dubbi e ostacoli rispetto alla possibilità di partecipare a un percorso di Community Sponsorship.
Le evidenze raccolte mostrano che la disponibilità personale ad aiutare è importante, ma non sufficiente. Per trasformarla in partecipazione concreta servono soprattutto informazioni chiare, ruoli e responsabilità definiti, organizzazioni competenti e riconoscibili e un accompagnamento durante il percorso.
La Community Sponsorship non significa quindi trasferire sui singoli cittadini la responsabilità dell’accoglienza o sostituire istituzioni e servizi. Significa costruire un percorso organizzato nel quale la comunità diventa parte di una rete più ampia e può contribuire mettendo a disposizione tempo, competenze, relazioni e conoscenza del territorio.
L’accoglienza oltre il momento dell’arrivo
Imparare una nuova lingua, conoscere servizi e istituzioni, entrare a scuola o nel mondo del lavoro, trovare una casa e costruire nuove relazioni sociali: l’accoglienza continua nella vita quotidiana.
È proprio qui che il contributo delle comunità può assumere un valore particolare. Per questo GROWTH sta lavorando alla costruzione di strumenti informativi, occasioni di approfondimento e percorsi di accompagnamento, affinché cittadini, associazioni e comunità possano conoscere il modello prima di decidere se partecipare.
La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato diventa così un’occasione per guardare non soltanto al momento dell’arrivo, ma anche alla capacità dei territori di trasformare la solidarietà in partecipazione organizzata e l’accoglienza in un percorso condiviso verso l’inclusione e l’autonomia.
Scopri di più nella sezione “Attivati” di progettogrowth.it.


